17 Giugno 2026 - 17:30

SP – D-S, “Domani Sapremo”. Spezia, ora l’attesa inizia a pesare

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Sarà mai che D e S siano due iniziali per un refrain che viviamo costantemente da oltre un mese? Non è che siano le lettere di “Domani Sapremo” riferito a chi sarà il fantomatico nuovo dirigente a cui affidare la ricostruzione dello Spezia? Perché effettivamente forse mai come in questo mese e mezzo post retrocessione sono mai state usate queste due lettere, che prese così dicono poco, ma dalle quali passa un progetto cruciale per il futuro. E questo ritornello sembra accompagnarci da un tempo immemore.

Un immobilismo che smarrisce

Fuor di metafora, ora il tempo di attesa comincia a dilatarsi davvero: nessuno si sarebbe aspettato di avere pronte soluzioni al 9 maggio (giorno dopo Pescara-Spezia), ma nemmeno di dover aspettare più di 40 giorni per arrivare a una decisione che ad oggi peraltro non c’è. Tutto nella pratica è rimasto immobile, anche se dietro le quinte i movimenti sono stati tantissimi e più o meno variegati. E soprattutto quel “vantaggio” nella programmazione, unica forse buona notizia nel disastro sportivo, sta lentamente svanendo arrivando a grandi passi verso il 30 giugno che sancisce la fine ufficiale della stagione.

Eppure, la narrazione è stata ed è fin troppo semplice: Angelozzi e Artico sono rapidamente diventati i due fronti paralleli su cui giocare la partita, anche se si è di fatto ancora nella terra di mezzo, senza un vincitore. Due candidati sotto contratto con Cagliari e Cesena, passaggi non così formali di rescissione, un limbo ulteriore fra color che son sospesi. Due professionisti, entrambi arruolabili e perfettamente competenti per la categoria, che a queste ore – come abbiamo raccolto – non hanno ricevuto alcun input dalla proprietà. Significa che siamo lontani dalla soluzione della vicenda? Non è dato sapere quel che succede nelle segrete stanze a stelle e strisce, evidentemente. Ogni giorno è quello buono, almeno così si dice… e intanto si avvicina un altro fine settimana.

Uguali, ma diversi

Guido, per tutti non è Angelozzi, rappresenta il ritorno e nell’immaginario collettivo dei tifosi è la panacea di tutti i mali. Sono ancora troppo nitidi i ricordi del 20 agosto 2020, quando il pullman scoperto catturava foto, video e spumante nel tour cittadino con mascherine annesse. Lui è stato artefice di tutto ciò ed è naturale che oggi il suo nome richiami quelle emozioni, ma Fabio Artico non è da meno. Per lui due salite in B con Alessandria e Cesena, una conoscenza approfondita del modus operandi americano e una situazione di questo tipo già vissuta: nel 2024, con una promozione conquistata a fine marzo, si trovò a ricevere un progetto futuro soltanto a estate inoltrata. Insomma, una scelta che potrebbe permettere comunque di cadere in piedi: a patto di farla. E allora che DS sia, Domani Sapremo (forse).

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