3 Settembre 2026 - 13:07

Angelozzi: “Non accetto ricatti dopo 1 mese e mezzo. Nessuno voleva restare”

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Giornata di conferenza stampa per il DG aquilotto Guido Angelozzi, che ha analizzato alla presenza dei media tutto il lavoro fatto nell’estate rovente di mercato. Una sessione intensa, probabilmente la più corposa della sua carriera, per l’operatore siciliano che ha chiuso con ben 23 acquisti rivoluzionando l’intera rosa (qui tutti i dettagli). E poi il lavoro sul campo, il prossimo reintegro di Di Serio in rosa e gli esuberi ancora in pancia, per un’analisi a 360 gradi. Non sono mancati anche i riferimenti agli addii di Cassata e soprattutto Bandinelli, che ha lasciato intendere una verità diversa da come è emersa.

Le parole di Angelozzi

Sul mercato: “Abbiamo fatto 64 operazioni totali con 23 giocatori nuovi e due per la Primavera: Trocino e Trentinella. Ci sono state 19 risoluzioni di contratto e abbiamo una rosa nuova, con due giocatori fuori dal progetto come Hristov e Mateju. Sono loro il mio unico rammarico, ma personalmente sono abbastanza soddisfatto. Non so se ho abbattuto i costi del 50%, ma la proprietà è più contenta. Dobbiamo tenerceli stretti perché sono persone serie. Ora ci serve tempo e lavoro”.

Sugli ex: “Ho letto qualcosa. Dal primo giorno in cui sono arrivato ho detto che la retrocessione in C è costata 44 milioni di budget, roba che io non avevo nemmeno in A. Ho detto che tutti avrebbero dovuto vergognarsi e fare un passo indietro per aver ritrovato questa categoria: avevamo bisogno di abbassare almeno al 50% i danni e siamo ripartiti. Io ho rappresentato la proprietà e dal primo giorno di ritiro ho convocato tutta la squadra dando il benvenuto a tutti. Poi sono rimasti solo i vecchi, con contratti ancora da categoria superiore. Ho detto che erano stati bravi e retrocessi tutti, provocandoli per capire se volessero rimanere. La società intendeva dar loro tutti i soldi ma in due esercizi e non solo in uno. Se avessero trovato squadra sarebbero andati via e noi avremmo integrato il rimanente. Ho chiesto di farmi sapere e nessuno si è fatto avanti. Ho detto a Cassata di darmi una mano con Vignali essendo di Spezia, serviva un gesto. Non potevo rinnovare i contratti, ma ho promesso di non far perdere loro un euro. Li ho richiamati tutti in sede e chiesto a ognuno cosa volesse fare, nessuno ha detto di voler rimanere. Vignali e Cassata hanno detto che dovevano pensarci, ma io avevo bisogno di una risposta entro il martedì prima della Coppa Italia”.

Sulla rottura: “Al martedì non si sono presentati, sabato Vignali era titolare e capitano: ho detto a Turati che chi non abbatteva i contratti non avrebbe giocato. Dopo la coppa il procuratore di Vignali è venuto a parlarmi e anche Cassata, ma ormai dopo un mese e mezzo non mi interessava più e dovevano trovarsi una squadra. Non accetto ricatti dai contratti, avevo preso già altri e loro non mi sono venuti incontro. Bandinelli? Parla, ma sapere quanto è costato in quattro anni? Dovrebbe star zitto, per farlo andare via abbiamo dovuto dargli dei soldi. Cassata ha risolto e quei soldi li ha presi tutti, lo farà in due anni. Abbiano il coraggio di tacere, se vogliono un dibattito sono qui”.

Su Di Serio: “Abbiamo un posto in lista e la mia idea è inserirlo, ma devo prima parlarci anche se non ci saranno problemi. Voglio capire la sua volontà di ripartire: è bravo ma deve adeguarsi alla città e se rimarrà dovremo aiutarlo. Abbiamo avuto una richiesta importante dall’Azerbaigian per lui ma non penso andrà”.

Su Hristov e Mateju: “Hanno la Grecia, se ne sta occupando Longo. Hristov non è voluto tornare a casa in Bulgaria, avrebbero pagato tutto l’ingaggio. La società può supportarlo in Grecia, anche a livello contrattuale. Vediamo”.

Sull’esterno mancato: “È stata una mia scelta. Della Morte doveva venire ed era tutto fatto, ma poi sono cambiate le modalità: voleva un triennale definitivo mentre avevamo concordato un prestito. Non me la sono più sentita per questa società. Mi assumo le mie responsabilità. Sono contento di quanto fatto, se devo criticarmi cito proprio l’esterno. Non può essere un mercato perfetto perché manca quello e 2-3 calciatori sono rimasti. Ma sono soddisfatto che nessuno dei vecchi sia in rosa, già dopo una settimana di ritiro qualcosa non mi convinceva”.

Sui ritorni: “Ricci aveva accettato le nostre condizioni, noi abbiamo fatto altre scelte. Anche Maggiore era a disposizione ma abbiamo guardato ad altro. Bastoni si è adeguato alla disponibilità e ringrazio tutti, ma anche Sarr. Il portiere ha fatto tutto il ritiro e poi ci ha detto di voler andare via, lasciando qui un anno a 250.000 euro netti e dicendo che per due anni non ha potuto dare quello che meritava. Ha accettato un pagamento dilazionato lasciando il secondo anno di contratto. Nessuno può lamentarsi dello Spezia, in primis Hristov”.

Sulla competitività: “La rosa è vasta e con meno esterni di quanti ne volesse Turati, ma abbiamo giocatori forti e caratteristiche giuste. Oggi dico che possiamo essere fra le prime 4-5 che lotteranno per il campionato. Non mettiamo pressione ma ce la giochiamo, perché abbiamo una base importante. Siamo giovani e abbiamo iniziato un percorso, anche in passato è stato così. Voglio fare un campionato di livello ma senza l’assillo di vincere. Se lavoriamo compatti possiamo giocarcela, altrimenti ci riproveremo. Abbiamo un budget che ci permette di migliorare”.

Sull’entusiasmo: “Sono tornato per la città e per la società, qui si respira un grande entusiasmo. Mia moglie è rimasta scioccata, era troppo bello. C’è qualcosa che mi lega a questa città e nemmeno alla mia seconda avventura c’era tutto questo attaccamento. Questa deve essere la nostra forza. Turati è un predestinato e ho fiducia in lui, il gruppo ha fame. La C è difficilissima, ma sono fiducioso perché si è costruito un bell’ambiente. Se nascerà la giusta alchimia ci divertiremo”.

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