14 Ottobre 2026 - 20:18

Gorzegno: “Spezia ha il mix giusto e basi solide. Che sfide con Turati”

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È stato fra i più celebrati nel giorno dei 120 anni dello Spezia, oltre ad essere tornato su quel manto verde che tanto gli ha regalato. Marco Gorzegno è intervenuto durante la trasmissione Spazio Spezia, in onda ogni mercoledì sul canale Malati di Spezia dal 1906 per raccontare le sue emozioni di un momento speciale della sua serata e dell’avventura in maglia bianca. Non sono mancati anche i riferimenti all’attualità della squadra di Turati, reduce dalla convincente vittoria sul Gubbio. Ecco le principali considerazioni.

Le parole di Gorzegno

Sul tornare al Picco: “Una grande emozione tornare su quel campo in quell’atmosfera incredibile. Complimenti alla società che ha organizzato qualcosa di bellissimo. È stato qualcosa di davvero speciale”. 

Sull’inizio del campionato: “Sono contentissimo per lo Spezia, nessuno poteva immaginare una partenza così. Brava la società, l’allenatore e i giocatori che stanno dimostrando di avere valori e margini di miglioramento. Parte tutto dal fatto che c’è gente che sa fare il suo mestiere: Angelozzi sa di calcio e se fa certe mosse le fa per un obiettivo che porti al massimo, ha scelto un tecnico che abbia una filosofia particolare e i risultati fanno sì che questa consapevolezza aumenti di partita in partita. Ci saranno ostacoli, ma il gruppo saprà non perdere la bussola”.

Su Turati: “L’allenatore era già un giocatore di verve e di grinta, uno che non mollava mai fino all’ultimo e da avversario era sempre scintille con lui. Vedo quel suo modo di essere giocatore trasmesso alla squadra. Mi impressiona l’identità che ha preso, che per Spezia è importante. Sono tutti complici di un’appartenenza importante e il tifoso lo sente subito. I campionati sono lunghi ma le basi sono veramente solide. Ritrovo una squadra che ha qualcosa dei ragazzi del 2006 sul non mollare mai, i risultati aiutano e i ragazzi giovani hanno trovato un mix perfetto con la città. Le premesse sono molto buone, si nota come giocano con identità e senso di appartenenza”.

Sul confronto nel 2006 con Turati: “In quel play-out mi feci male strappandomi il flessore, c’era tanta tensione. Quando si fa parte di un gruppo come quello è bello farsi da parte per raggiungere obiettivi importanti. Quando si fa un passo indietro per fare qualcosa di speciale. Turati ha fatto quelle battaglie, e lo ricordo in tante battaglie, c’erano tante scintille. 

Sulla squadra giovane: “Ho visto giocatori esperti chiedere la calma, senza andare sempre a mille all’ora. Ho notato momenti soprattutto nel secondo tempo con la capacità di gestire i momenti”.

Sul gruppo: “Mazzocchi è fondamentale, ma sono legato su un discorso di gruppo. Mi concentro su chi entra: vedo una squadra che gioca a memoria, mi sono piaciuti tutti anche nel altre partite, chi ha più esperienza può diventare decisivo”.

Sul campionato: “Le squadre attrezzate sono sicuramente più di due. Qualche indizio ora c’è, però non vedo la partita di domenica come decisiva: se il Ravenna vince non ha vinto il campionato e se lo Spezia vince non è campione. Vale molto a livello psicologico, ma per trionfare ci vuole pazienza e piedi per terra”.

Sulla difesa: “Anche noi avevamo giocatori di categoria importante come Fusco, Maltagliati, uniti a me e Giuliano che avevamo coscienza della categoria. In quel contesto anche i giovani sono aiutati e crescono in fretta. Vedo un bel mix, gli “anziani” giusti con tanti giovani. Noi eravamo quello e rivedo molto queste caratteristiche”.

Sul portiere “libero”: “Il calcio moderno è diverso, il portiere è più partecipe. Bisogna però accettare gli errori, ho visto in alcune situazioni Micai un po’ indeciso ma se quello è ciò che chiede l’allenatore lo deve fare senza paura di sbagliare”.

Su Mateju: “Da come è stato gestito il mercato, Angelozzi è stato moto chiaro. Se lui e Di Serio sono rimasti dopo una stagione non facile, significa che vogliono riscatto. È una scelta coraggiosa e se il dirigente ha proposto loro di rimanere significa che sono utili”.

Su Turati alla Fabregas: “Ha fatto tanta gavetta, come chi oggi è un nome importante. Se uno lavora bene l’età non conta, ha mostrato di avere idee ben chiare ed è giusto puntare su un allenatore giovane. Sto seguendo il Cesena di Diamanti e i dubbi su una piazza così erano enormi per un allenatore, ma vedo una squadra che ha una sua idea e un suo calcio. Bisogna partire e se uno è bravo lo è a qualsiasi età. Mi auguro che possa davvero togliersi soddisfazioni”. 

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