Nello speciale de La Nazione per i 120 anni dello Spezia, anche il presidente Charlie Stillitano ha parlato della squadra e dell’importanza di esserci in un momento così importante. Il dirigente ha già espresso nelle scorse ore la sua soddisfazione, ribadita con forza: “Un sogno rivestire questa carica, mi emoziona e inorgoglisce. Siamo una realtà piccola ma importante, confesso che ho avuto le lacrime agli occhi per lo striscione della Ferrovia ‘Retrocede chi non crede’ e confesso che non ci aspettavamo tutto questo. Da quando è arrivato Angelozzi la società è cambiata e questa gente non merita di stare in C” confessa.
Il suo arrivo fu importante
Quindi Stillitano ricorda i momenti del 2023, quando subentrò Roberts al default di FC32: “La società aveva bisogno di aiuto e c’era l’opportunità di creare un futuro importante e Roberts si disse felice. Oggi merita lui tutti gli elogi per quanto fatto. Il calcio è bello perché porta orgoglio ed emozioni: la retrocessione non era in preventivo, ma rifarei tutto al 100%“. E pensare che lo Spezia è stato a un passo dalla A: “Negli ultimi cinque minuti con la Cremonese ho pensato che ce l’avremmo fatta. Anche il 3-2 al Cesena mi aveva emozionato, credevo che ce l’avremmo fatta. Dalla retrocessione ho imparato che non possiamo avere componenti societarie non allineate. È stata una delusione, non abbiamo dato il massimo supporto a Donadoni. Ora con Angelozzi siamo finalmente allineati e non ci sono più polemiche. Mi fido di tutti“. E anche Roberts ha confermato l’impegno: “Nonostante i tanti soldi spesi male non ha mai perso la fiducia. Abbiamo scelto di lavorare e pensare positivo. Vuole che la società cresca, altrimenti non avremmo preso Angelozzi. Abbiamo costruito un bel team, ci vorrà tempo ma il lavoro non ci spaventa” conclude.

