12 Settembre 2020 - 13:17

Italiano a tuttotondo: “A Spezia erano scettici, poi è sbocciato l’amore. La A? Coraggio, cuore, attaccamento. E Volpi…”

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Lunga e interessante intervista quest’oggi al tecnico dello Spezia su Sportweek, in edicola con La Gazzetta Dello Sport. L’allenatore aquilotto ha ripercorso i vari passi della sua avventura in B e della promozione con il Trapani, trovando spazio anche per le sue idee di gioco e curiosità. Si riparte dalle sue sensazioni sul calcio attuale:

Il bravo allenatore? Sa adattarsi al materiale a sua disposizione, come mi è sempre capitato. Sono infatti tre anni che mi succede, devo tirare fuori il massimo dai miei calciatori. Mi piacerebbe anche dare indicazioni di mercato, ma non è stato possibile. In effetti, dopo ogni promozione ho poi sempre cambiato aria e fatto il salto di categoria, quindi ho sempre dovuto ripartire da capo. Adesso posso dire di aver conquistato la fiducia della società mentre all’inizio c’era parecchia diffidenza. In molti fra i tifosi mi avevano anche inveito, ma non solo loro. Tutto lo stadio. Ma ora se ripenso che il mio nome era nei cori durante la festa promozione ho i brividi. Scetticismo? Quando arriva un allenatore giovane, con un progetto di ridimensionamento e senza alcuni giocatori importanti. Al tifoso non interessa se vieni da due promozioni.

Poi il rapporto con Volpi e con la società:

Il Presidente l’ho visto una sola volta, il 24 agosto a campionato finito, sul suo yacht. Ma lo avevo sentito al telefono prima, mi aveva impressionato perché sapeva i nostri infortunati e diffidati, ci segue sempre. Sono stato molto emozionato, ospite due giorni da lui in questo grattacielo galleggiante. Mi ha abbracciato e fatto i complimenti, è una persona umile: abbiamo parlato di tutto e non solo di calcio. Se verrà in A? Non lo so, alla finale play-off non è venuto perché non gli andava di presenziare solo quando si vince. L’ha vista alla tv. Ripartiamo da una società seria e sana, che non fa mancare niente ai suoi tesserati, che non ha mai mancato di pagare uno stipendio durante il lockdown e ha un centro sportivo all’avanguardia. Con queste condizioni è normale dare tutto e di più. Il rinnovo? Questa stagione è stata particolare, è durata tantissimo e non c’è stata la possibilità di programmare a lungo termine, così abbiamo cominciato a parlarne da dopo la finale play-off. Erano arrivate altre offerte, ma la promozione ha cambiato tutto. La passione e l’affetto della città sono tutto e mi hanno spronato ancora di più dopo i dubbi iniziali. Inoltre, lo Spezia era la squadra più giovane della B, era difficile iscriverlo nei favoriti, poi piano piano siamo cresciuti inanellando 14 risultati utili consecutivi. Mi ispiro al Barcellona, come tecnici mi piacciono Prandelli, ma anche Malesani e Delneri.

Per una Serie A che parte con premesse importanti:

Mi arrabbio se sento ‘comunque vada sarà un successo’. Perdere mi manda in bestia, non possiamo né vogliamo accontentarci. Bisognerà indubbiamente avere molta pazienza, accettare anche gli errori, senza avere presunzione. Ma la soddisfazione potrebbe poi essere doppia se qualche giovane saprà rendere al meglio. Credo che  sia fondamentale giocare bene ed avere identità di gioco. Coraggio, cuore e attaccamento è il mio credo. Il modulo? Una difesa a quattro, un playmaker e due mezz’ali dinamiche a centrocampo e davanti tre uomini di movimento. Chi mi ha sorpreso di più dello Spezia? Dico Claudio Terzi, il capitano. Mai una parola fuori posto, mai mollato anche quando stava fuori.

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