27 Ottobre 2020 - 19:30

Si torna in provincia, dove tutto ebbe inizio

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Con una gara da recuperare, complice il focolaio che ha duramente colpito gli avversari della Reggiana, il Cittadella vola nei piani alti della cadetteria con 10 punti all’attivo in quattro partite. Inutile ormai parlare di sorpresa, perchè la squadra di Venturato rappresenta a tutti gli effetti una solida realtà della serie B. Stagione dopo stagione, nonostante un mercato in entrata e in uscita particolarmente attivo, il Citta ha mostrato negli anni una lungimiranza a dir poco esemplare: investimento sui giovani, fiducia nell’allenatore e un bilancio sano.

E così, anche quest’anno, parlare di serie A non è utopia. Del resto, sognare non costa nulla e i numeri sembrano dare ragione ai veneti: tre partite vinte, una pareggiata, condite da 8 gol fatti e uno solo subito. Un gioco offensivo, spensierato, ma al tempo stesso attento ai dettagli: nel 4-3-1-2 di Venturato occhio al centrocampo, vera arma dei granata guidata da Gargiulo, capocannoniere con tre reti, capitan Iori, certezza della cadetteria, e dal classe ’96 Proia, scuola Siena e Torino, con un passato senza presenze tra le fila dello Spezia. Davanti, altre giovani speranze come il venticinquenne Ogunseye e il trequartista classe ’97 D’urso, proveniente dal settore giovanile della Roma.

Non poche le difficoltà create negli anni agli aquilotti, tanto che per un periodo i veneti hanno rappresentato la classica bestia nera. Poi, ecco l’inversione di tendenza, con i granata a secco di gol in quel del Tombolato da ben 226 minuti. Per il resto ecco i precedenti in terra veneta: 11 gare disputate, 5 affermazioni dei padroni di casa, altrettante dello Spezia e un pareggio. Nella scorsa, trionfale, annata la cavalcata dello Spezia iniziò proprio da Cittadella con un sonoro tre a zero per gli uomini di Vincenzo Italiano. Il resto della storia sappiamo tutti come è andata a finire… E domani si tornerà lì, in provincia, dove tutto è cominciato. Quella provincia che spesso e volentieri ha rappresentato anche la dimensione per gli aquilotti, ma che, senza rinnegare le origini, darà modo allo Spezia di guardarla dall’alto della Serie A.

 

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