1 Gennaio 2026 - 12:00

Bye Bye 2025 – I tre momenti di un anno di Spezia da dimenticare

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Lo Spezia saluta come tutti questo 2025, che è stato denso di momenti belli ma anche di altri dolorosi, per una squadra che ha effettivamente vissuto sulle montagne russe. I bianchi sono infatti passati dal giocare per la Serie A i primi sei mesi al vedere da vicino il baratro della C nei secondi sei, nella speranza che la vittoria sul Pescara (che ha chiuso bene l’anno) abbia di fatto consegnato un buon indizio per l’anno che verrà. In questo ultimo giorno di dicembre abbiamo però anche ricordato i 3 momenti peggiori da ricordare.

Maledetta primavera

Dalla polvere all’altar. E viceversa. Il 1 giugno, data della finale play-off di Serie B che vale la terza promossa in A, ha rappresentato uno spartiacque cruciale per la squadra in maglia bianca nel suo 2025. Perché da quella sera gli animi sono passati dallo stato di euforia massima a uno sconforto che inevitabilmente si è riverberato anche sui mesi successivi. E non lo diciamo noi, ma è un dato di fatto. Lo Spezia arriva alla partita di ritorno contro la Cremonese forte del vantaggio in Regular Season e di una partita di andata conclusa sullo 0-0: un risultato che di fatto consente alle Aquile la gioia massima con due risultati su tre. E invece la squadra di D’Angelo si affloscia, incassa e si riprende, ma alla fine è 2-3 e non basta: sono i grigiorossi a fare festa. E oggi sono brillantemente in A. È la serata più nera dell’anno che se ne va. Da dimenticare – quella sì – in fretta

Addio, Omone

Il periodo peggiore inizia di conseguenza. Lo Spezia non riesce a dimenticare quella notte di fine primavera e all’inizio della nuova stagione sembra quasi allo sbando, senza una linea e molto discontinuo. La società incassa il record di abbonamenti ma dal campo non arrivano risposte, anzi. E così si susseguono sconfitte – anche nel fortino del Picco – prestazioni scialbe, errori e leggerezze che spianano la strada agli avversari. Rapidamente anche la parabola di Luca D’Angelo inizia a volgere al termine. Lui, l’Omone, diventato spezzino a tutti gli effetti ed eretto a condottiero imperturbabile di una grande armata lascia il timone il 4 novembre, esonerato dopo settimane di riflessioni. Sarà a sorpresa Donadoni a prendere il suo posto, ma la storia di una stagione e mezza su quella panchina resterà scritta nella storia del club e nella sua, per sempre. 

S.O.S. infermeria

Il 2025 dello Spezia ha però vissuto un accompagnamento costante, che purtroppo non ha quasi mai lasciato in pace la squadra: gli infortuni. Sono stati tanti, per la maggior parte di natura muscolare e per fortuna non troppo seri, ma non sono mancati i momenti difficili. Lo sfortunatissimo Sarr comanda la speciale classifica: dopo lo stop a fine 2024, il portiere ha dovuto fermarsi nuovamente in palestra (con annessa nuova operazione) e in questa stagione si è ritrovato ancora sotto i ferri, per un oscar della malasorte da Guinness dei Primati. Non è andata troppo meglio a Zurkowski, che già si era fermato l’anno scorso a Empoli, prima di tornare sotto le mani sapienti del professor Cugat a Barcellona col rischio di chiudere anticipatamente anche questa stagione. Anche Soleri, Bandinelli e Vignali hanno dovuto sottoporsi a interventi chirurgici fra la fine della scorsa e l’inizio dell’attuale annata, un segno tangibile di una Dea bendata che non ha certo rivolto il suo sguardo dalla parte delle Aquile. 

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