Nel sabato di Serie B, oltre alla debacle dello Spezia a Catanzaro, i risultati tengono tutto in bilico sia in testa che in coda al campionato. Il Frosinone non fa sconti alla Carrarese e vince 3-0 grazie a due rigori di Calò e Kone inframmezzati dalla rete di Fiori: i ciociari restano aggrappati alla promozione diretta a quota 75 punti.
Scatto Entella, la Reggiana frena il Palermo
In coda colpaccio dell’Entella, che supera in casa 1-0 il Padova con la rete di Cuppone al 76′: chiavaresi a quota 39 e al momento fuori dai guai. La Reggiana ottiene un punto prezioso contro il Palermo: finisce 1-1 al Mapei Stadium con vantaggio di Lambourde e risposta di Palumbo. Pari con lo stesso risultato anche in Pescara-Juve Stabia: a Insigne replica Correia. Entrambe salgono a 34, a +1 sullo Spezia (ora ultimo da solo) insieme al Bari. Infine, il Mantova chiude i conti salvezza vincendo 3-0 a Bolzano contro il Sudtirol con Trimboli, Marras e Wieser. 43 punti per i virgiliani, che salutano ansie e patemi e si mettono in salvo a due giornate dalla fine.
Nella partita delle 17.15 il Venezia, prossimo avversario delle Aquile, allunga in vetta superando in casa l’Empoli. Per i lagunari sono sufficienti un gol di Adorante al 50′ e il raddoppio di Doumbia nel finale. La formazione di Stroppa sale a 78 punti e potrebbe festeggiare al Picco nel prossimo turno il matematico ritorno in A. Infine, nel posticipo delle 19.30, 0-0 fra Cesena e Sampdoria.
La nuova classifica
Venezia 78
Monza 75
Frosinone 75
Palermo 69
Catanzaro 59
Modena 52
Juve Stabia 50
Avellino 46
Cesena 45
Carrarese 43
Mantova 43
Sampdoria 41
Sudtirol 40
Padova 40
V. Entella 39
Empoli 37
Bari 34
Reggiana 34
Pescara 34
Spezia 33
LE NOSTRE PAGELLE DEL MATCH
D’ANGELO: “DUE GARE DA GIOCARE AL MASSIMO, NON MOLLIAMO ADESSO”
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……ma cosa scrivete dei play out…..questi non ci credevano già alla prima in casa…..
Il fatto che la redazione di ‘Spezia 1906’ l’ultimo articolo lo abbia scritto alle 17 e qualcosa di ieri, è il sintomo di un metaforico disastro che segue alla disfatta. L’edificio è caduto giù pezzo a pezzo, un pezzo alla volta. L’epilogo non ci ha colti di sorpresa. Non ci resta mestamente che attendere la definitiva scomparsa di quella che fu una gloriosa armata, capace nel 2025 di arrivare ad un millimetro dal cielo. Già, però, sin da allora era possibile cogliere i primi segnali di una tarlo, di una strisciante malattia che ha portato agli esiti che tutti conosciamo. Un girone di ritorno che ha fatto storcere il naso a molti. Una difesa che perdeva in solidità. Un D’Angelo SalvaEsposito dipendente, incapace di metterlo fuori rosa quando le sue condizioni non consentivano di sfruttarlo al massimo, al di là delle ambizioni del calciatore di giocare anche in stampelle. Il primo giugno 2025 è l’inizio della fine. Una partita persa prima ancora di perderla; frutto di una lettura totalmente sbagliata dell’incontro. Poi, in sequenza, l’addio di Pio Esposito e il mancato allontanamento di D’Angelo, ormai svuotato dalla delusione per l’ennesimo fallimento a traguardo quasi raggiunto. Il resto lo hanno fatto gli acquisti sbagliati, le pessime cessioni (Quella di Elia ad es.), una dirigenza che ha perso ogni riferimento precipitando nella estemporaneità.
Era ovvio che il ritorno di D’Angelo non avrebbe potuto arginare la valanga che egli stesso aveva innescato. L’ho scritto in alcuni dei commenti post ritorno, anche se sono stato il primo a sacrificare la ragione davanti ad un atto di fede. Non ricordo chi diceva che l’unico vero miracolo è che i miracoli non esistono (non è Oscar Wilde). Esiste tuttavia nell’indole umana un contrasto insanabile tra cuore e ragione. E nonostante sappiamo che due più due è incoccussamente uguale a quattro il cuore ci dice che ogni regola ha le sue eccezioni. A due partite dalla serie C si spera ancora nel miracolo.