13 Maggio 2026 - 20:17

Sassarini: “A gennaio gli errori peggiori. Ora gente di categoria”

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La bandiera dello Spezia, nonché tifoso delle Aquile Antonio Sassarini è intervenuto nella trasmissione Spazio Spezia, in onda ogni mercoledì sul canale YouTube Malati di Spezia. L’ex aquilotto, sempre molto legato ai colori bianchi, ha parlato del rush finale del campionato di B e delle tematiche che hanno riguardato di recente le Aquile, a partire naturalmente dalla dolorosa retrocessione in Serie C. Ecco le sue riflessioni.

Le parole di Sassarini

Sulla retrocessione: “Gli errori più gravi sono stati a gennaio, vedendo quello che non funzionava nei primi mesi. Mi sono meravigliato che non siano riusciti a capire dove intervenire. Penso che dei professionisti potessero agire meglio. Ha fatto male perché è stata quasi preannunciata, non è stato fatto niente per capire gli errori. Il reparto da rinforzare era la difesa e sono mancati gli elementi dietro. Salvo un po’ il centrocampo, Artistico ha fatto il suo, ma sono troppi i gol subiti. Dalla prima giornata sono stati fatti sempre i soliti errori. Troppe gare in casa, hanno contribuito tutti. Serviva più organizzazione”.

Sulla mancata reazione: “Il perché non ci siano stati rimedi è difficile capirlo, così come le problematiche presenti. Con l’arrivo di Donadoni ho sentito che qualcuno non era contento, forse sono rimaste le scorie della finale play-off. Forse si era rotto qualcosa nelle componenti”.

Sulle responsabilità: “Da calciatore ho sempre visto saltare allenatori o DS e i presidenti cambiavano i dirigenti. I giocatori vanno messi in un contesto: se sono giovani bisogna capire se riescono ad avere le idee chiare come affrontano la B e se hanno la giusta grinta. Il Picco è un ambiente difficile se le cose non vanno bene e bisogna vedere come reagiscono in campo. Sono a favore dei giovani, ma nel giusto contesto. Avrei preso qualche elemento più esperto, poi avrei completato l’organico con i giovani”.

Su come ripartire: “Serve un allenatore di categoria, per fare una squadra in C non è detto che servano i nomi. Se restassero i ragazzi di Spezia giocherebbero con la voglia di riportare la squadra dove merita. E anche i giocatori vanno presi di categoria, perché ora contro lo Spezia giocheranno tutti alla morte. La qualità ti fa vincere il campionato, piedi buoni e giocatori di categoria che sapevano cosa andavano a fare. Sono realtà di sacrificio”.

Sulla proprietà: “Dovrà stare vicina allo Spezia, l’importante è che riesca a trovare le persone giuste da mettere in sede. Significa dirigenti come Angelozzi, che sanno scegliere e capiscono la categoria. Bisogna scegliere il profilo giusto, ci sono stati direttori sportivi capaci che poi sono stati mandati via. Serve gente presente, chi vuole bene allo Spezia deve capirlo”.

Sulla solidità finanziaria: “La società è solida, ma i soldi vanno spesi bene. All’inizio degli anni ’80, quando giocavo io ballavamo fra C1 e C2 con alti e bassi. A fine anni ’70 c’è stato Mordenti come ultimo grande presidente. Quello che per me è stato il migliore è stato Volpi, ha detto di voler fare un centro sportivo e l’ha fatto. In 10 anni aveva promesso la B e alla fine è andato in A con programmi e persone competenti al posto giusto”.

Sul settore giovanile: “Quest’anno lo Spezia è uscito dai play-off all’ultima giornata contro il Pisa. Terzi ha fatto un buon lavoro, ci sono tanti ragazzi bravi che potrebbero avere spazio piano piano in Prima Squadra. Io stesso sono stato “inserito” a 18 con Sonetti insieme a Motto, Giulietti, entrando massimo in due in Prima Squadra. Bisogna farlo in maniera oculata per non bruciarli”. 

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