Il DS dello Spezia Guido Angelozzi ha preso la parola questa mattina in sala stampa allo stadio Picco, rispondendo alle tante domande dei cronisti presenti. La conferenza ha analizzato tantissimi punti: dalla scelta di tornare nel Golfo al programma stilato insieme alla proprietà alle prossime mosse cui dover far fronte. Ecco tutte le dichiarazioni del dirigente catanese.
Le parole di Angelozzi
Sul ritorno a Spezia: “Oggi mi sono commosso nel tornare, sono tornato in quella che reputo casa mia perché tornare per tre volte in un posto non è facile. Ringrazio la proprietà, che mi ha fatto una corte spietata, ho trovato un accordo ma non riuscivo a liberarmi e ho detto al presidente di trovare un sostituto. Ringrazio anche il Cagliari e la sua piazza che mi ha trattato benissimo. Ho scelto di tornare perché quando sono andato via non ho potuto nemmeno parlare. Sarà dura ripartire dalla C, avrei tante cose da dire ma mi emoziono: mi piace lavorare e sudare e voglio che siamo tutti uniti. Ai tifosi chiedo di starci vicino, i dirigenti vogliono solo il meglio dello Spezia”.
Sul confronto con Stillitano: “Ha voluto portare in società qualcuno che desse un cambiamento rispetto al passato. Mi ha chiamato un venerdì sera ed ero a Milano e la sera successiva eravamo a cena. Mi ha detto che dovevo per forza tornare e nei giorni successivi mi ha tempestato di messaggi. Alla fine ha avuto ragione”.
Sulla cravatta verde: “L’ho messa verde come il colore della speranza ed era tanto che non la mettevo. È scaramanzia, l’ho messa apposta. Mi ero portato anche quella della presentazione con il Cagliari, ma ho scelto questa coscienziosamente”.
Sulla rosa: “Ci vorrà tempo, tanti sono i contratti da sistemare. Dico solo che se non ci fosse stata questa proprietà sarebbe tutto finito. Ora ripartiamo da zero con la sicurezza della presenza di due figure importanti per tuti. Cercheremo di allestire una squadra che faccia risultati incarnando lo spirito Spezia, tornare umili come eravamo per poi rimanere competitivi. Io al mare rendo meglio…”.
Sulla rivoluzione: “Bisogna abbassare i costi per essere competitivi e sostenibili almeno al 50%, per il resto c’è Roberts. C’è tanto lavoro da fare: chi vuole fare un sacrificio può rimanere, chi non è disposto andrà via. Vale per tutti, dipendenti e giocatori: i giocatori dovranno venire incontro alla società oppure lasceranno”.
Sugli obiettivi: “Mi hanno chiesto di fare bene da subito con una società sostenibile ma ci vuole tempo. Ho un contratto lungo anche per questo e non ho la bacchetta magica. Vogliamo portare la società in acque tranquille, ma ci vuole pazienza oltre che tempo. Se ce la metteremo tutta insieme riusciremo a tornare dove ci compete. Sono convinto che a Spezia si possa fare calcio in modo importante”.
Sull’allenatore: “Nei due anni che sono stato qui ho avuto le idee chiare a parte Bjelica che non ho scelto io. Ci sarà un allenatore che offrirà un calcio propositivo. Non ho ancora scelto, ne abbiamo uno ancora a libro paga e che costa tanto. Non faccio richieste se non il tempo di fare tutto”.
Sul bilancio: “La scorsa stagione in B è costata quasi quanto quella del Cagliari in A. Sicuramente è stata sfortunata, ripartiamo sapendo di avere alle spalle una società solidissima. Tutte le componenti hanno lavorato attivamente, ora la cosa importante è non fare ulteriori danni economici al club andando avanti di pari passo nell’aspetto dei conti e in quello tecnico. Non aspettatevi grandi nomi, ma funzionali al progetto”.
Sul campionato di C: “Sicuramente sarà complicato, ma sono all’altezza. Seguo già la situazione della squadra da una decina di giorni e monitoro tutto. Bisogna fare le cose con calma, non sbagliare, bisogna fare un lavoro capillare per non sbagliare e costruire valore per il futuro. Mi sono portato due collaboratori e altri arriveranno. Spero di non perdere il mio tocco (ride n.d.r.), prima di andare via avevo preso Boloca e Gatti allo Spezia”.
Sugli spezzini: “So bene l’importanza di Cassata e Vignali per la maglia e la città. Il primo lo prelevai al Sassuolo dalle giovanili della Juventus, con entrambi dobbiamo valutare tante cose. Li vedrò in settimana, valuteremo. Bisogna lavorare da entrambe le parti”.
Sulle giovanili: “Cureremo anche quel settore, oggi le esigenze sono per la Prima Squadra, ma penseremo anche a quello. Cercherò di fare come fatto in passato”.

