28 Marzo 2026 - 10:30

Ferrer a SP: “La malattia è una fermata. Ho avuto forza, ma non ero sicuro di farcela”

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Nella nostra chiacchierata in esclusiva con Salva Ferrer abbiamo trattato anche l’argomento più doloroso: quello della scoperta, dell’accettazione e della lotta alla malattia che lo ha colpito nel 2023. La sua diagnosi di linfoma di Hodgkin lo ha colpito durante il prestito all’Anorthosis a Cipro, costringendolo a lunghi mesi di cura fino alla guarigione ma con strascichi non da poco. Anche i cicli chemioterapici hanno accentuato i suoi problemi all’anca, contribuendo alla decisione di porre fine anticipata alla sua carriera

Salva Ferrer e la malattia

Poi è arrivata quella notizia terribile, la diagnosi della malattia. Per lei è stato un momento molto duro.

È stata una fermata. Qualcosa del genere obbliga proprio a fermarsi, a valutare tante cose anche diverse. Io ho imparato tanto da questo, probabilmente sarebbe stato solo un ostacolo nel mio cammino se non avesse poi avuto ripercussioni sul mio problema all’anca, ma purtroppo le cure lo hanno accentuato. La cosa che mi ha fatto più arrabbiare è stata quella, ma adesso penso che sia un pensiero forse egoistico: ci sono tante persone che nemmeno superano questa situazione. Per questo dovrei ringraziare solo per il fatto di essere vivo. Per questo provo a non pensare tanto all’aver perso qualcosa, ma piuttosto alla fortuna di esserci oggi.

In quel periodo sono arrivati tantissimi messaggi di vicinanza. È qualcosa che in un momento del genere aiuta.

Quello che ho percepito di più era la fiducia in me, che ce l’avrei fatta. I tifosi mi conoscono come calciatore e sanno che lotto, ma forse in quei momenti io per primo qualche dubbio lo avevo. Tutti mi trasmettevano la forza, mi dicevano che ce l’avrei fatta e ho sentito quasi l’obbligo di dare il mio 100% per avere sempre un sorriso. È stata una forza che ho sentito dal primo all’ultimo giorno.

Si sente di mandare un messaggio a chi soffre? 

In tanti mi hanno contattato per fare degli eventi e parlare della mia malattia e ancora ci sto pensando perché il tema è delicato. Sto collaborando con alcune fondazioni negli ultimi mesi per fare progetti volti ad aiutare chi ha questo tipo di patologie. Io aiuto con la mia esperienza ‘da paziente’ e in particolare con la Josep Carreras in Spagna, un ente che si occupa di aiuto per i malati. Ad oggi però dico una cosa: non voglio creare eventi o fondazioni a mio nome. Oggi voglio parlare del cancro, ma non con riferimento a me: in tanti non ce la fanno, io come Salva Ferrer non sono l’importante ma la malattia lo è, il parlarne a chi soffre. Penso che rispetto a chi ci convive per anni i miei 8-9 mesi sembrino nulla.

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