Con tutta probabilità sarà di nuovo sulla strada dello Spezia, ma stavolta da avversario. Dopo aver raggiunto i play-off con il Gubbio, Mimmo Di Carlo ritroverà le Aquile e attraverso i microfoni de Il Secolo XIX ha raccontato le sue sensazioni sulla ripartenza post disastro retrocessione. “Dipenderà dai programmi del club, mi dispiace moltissimo per la piazza e i tifosi. A Gubbio siamo arrivati ottavi, migliorando l’11° posto della stagione precedente, abbiamo fatto un record di minuti per i giovani e siamo usciti al primo turno play-off” spiega. In rosa c’erano l’ex Krapikas in porta e il centrocampista in prestito Djankpata (qui il suo percorso).
Cambia la prospettiva
Poi l’allenatore avverte: “Lo Spezia si troverà a giocare in campi difficili o sintetici, con 200-300 spettatori, ma non dovrà dare nulla per scontato perché nel girone ci sono tanti giovani di gamba e agonismo. Sarà importante azzerare e ripartire, facendo una rosa al completo all’80% entro il ritiro. Cambiare tutto, anche allenatore e DS“. Servirà prima di tutto un grande gestore in campo del livello mentale e motivazionale: “Il gruppo dovrà trovare coesione, non sarà facile perché in molti impiegano anni per risalire. L’Arezzo aveva due squadre e ha investito 9 milioni. Qualcuno ha deluso, come Perugia o Torres” commenta. E con lui c’era anche la Juventus Next Gen: “Una squadra con qualità, buon palleggio ed elementi giovani di belle speranze. Ma spesso sono talenti acerbi: hanno fatto fatica all’andata, meglio al ritorno“.

