C’era bisogno di una giornata così. C’era bisogno di una boccata d’ossigeno attesa da mesi in casa Spezia, a corredo di una stagione che ha avuto decisamente i contorni di un capolavoro al contrario e culminata con la retrocessione in Serie C. Rivedere Angelozzi nel Golfo, al Picco e in quella Via Melara che è stata teatro di tanti successi è stato emozionante ed è sembrato davvero di tornare indietro nel tempo. L’emozione concreta e sincera del dirigente è stata altrettanto palpabile nella conferenza stampa di ri-presentazione al popolo bianco, idealmente già in visibilio. Bello vederlo, riascoltarlo, sentirlo. Con tutte le sue mimiche e battute indimenticabili.
C’è tantissimo da fare
L’amarcord – doverosa – ora si ferma qui, perché la realtà è quella di una squadra da rifare e di un lavoro immenso che attende Guido e il suo staff. Siamo già scivolati a fine giugno e la ripresa dell’attività è quasi alle porte: motivo per cui serve accelerare le operazioni. Bene ha fatto l’esperto DS a non fare proclami: “Non aspettatevi grandi nomi“, “Allestiremo una squadra capace di essere umile“, “Ci vuole tempo e non ho la bacchetta magica, per questo ho un contratto lungo“. Frasi di grande onestà, di chi sa di non poter ad oggi fare un passo più lungo della gamba, in una categoria da cui è difficilissimo risalire (specialmente al primo colpo). Non c’è dubbio, lo Spezia si è decisamente messo in buone mani, ma con la consapevolezza di dover dimostrare ora sul campo che la voglia di tornare grandi c’è. Eccome se c’è. Un passo alla volta, affidandosi al meglio. Ora il progetto è finalmente ripartito, ora serve ingranare la marcia giusta. Con la giusta pazienza e la giusta fiducia, nella speranza di trovare un’unità di intenti fondamentale.

