11 Novembre 2023 - 15:11

P. Esposito: “A Spezia sto migliorando, mio fratello mi consiglia”

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In una lunga intervista a Sportweek, l’attaccante dello Spezia Pio Esposito, di proprietà dell’Inter, ha parlato della sua prima esperienza in Serie B e del rapporto con i fratelli (Salvatore e Sebastiano) oltre che delle sue ambizioni future. Ecco alcuni estratti delle considerazioni del giocatore, appena convocato in Under 21

Le parole di Pio Esposito

Sul nome: “Mi basta chiamarmi soltanto Pio, di Francesco ce ne sono tanti. Mi piace invece l’originalità anche se quando ero bambino ci hanno scherzato su con la canzone del pulcino, ma non me la sono mai presa”. 

Sulla crescita in B: “Sto migliorando nel rapporto con le persone, nel confronto con allenatore e compagni. Ci sono nello spogliatoio calciatori come Bandinelli, Dragowski, Cassata, che hanno esperienza e campionati di A alle spalle. Da diciottenne in un ambiente con giocatori molto più grandi non potevo avere la stessa confidenza che avevo con i coetanei all’Inter. Una volta ascoltavo e basta, ma ora dico la mia. Qui c’è anche Salvatore, il maggiore di noi fratelli: vedendomi agitato nelle prime partite mi diceva ‘Se non resti tranquillo non riuscirai a fare nemmeno le cose che ti riescono abitualmente’. Mi ha sempre dato buoni consigli e abitiamo insieme”.

Sul ruolo: “Sono un ‘9’ cui piace venire incontro e giocare con i compagni, fare sponde e aprire spazi. Sono bravo di testa e e nel proteggere palla, devo migliorare la forza nelle gambe, nella rapidità e nell’attacco alla profondità. Fuori sono un tipo estroverso”.

Sulle differenze fra Primavera e calcio dei grandi: “Tutto è molto diverso. Gioco nella squadra con l’età media più giovane della categoria e questo mi aiuta, ma in campo la differenza si sente soprattutto a livello fisico. Si fa fatica a trovare spazio, ci sto lavorando anche in palestra e in allenamento, perfezionando i movimenti. Io come Lewandowski? Ho letto il paragone, penso sia fantascienza”.

Sulle scommesse: “Se posso permettermi, è una grandissima ca**ta. Non c’entra niente quanto sia il tempo libero, perché si può passare in mille modi diversi. E anche il fatto che lavoriamo due ore al giorno non è vero, c’è tutto un prima e un dopo”.

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