Cala la sera su un Picco mai così buio nell’8 maggio, alla fine di un campionato estenuante, sofferente e da dimenticare in fretta. Uno stadio che soltanto tre anni fa ospitava Milan e Inter, che da domani vedrà orizzonti ben diversi. Da oggi, purtroppo, si è concretizzata una dolorosa retrocessione in Serie C, al termine di una stagione sciagurata, piena di errori e in cui tutti hanno sbagliato tutto ad ogni livello. La partita contro il Pescara, un vero e proprio dentro o fuori per entrambe, non ha portato con sé un miracolo che appariva oggettivamente molto difficile. Non resta che la speranza che sia solo un arrivederci per una categoria che appariva ormai di casa per gli aquilotti.
Il momento delle riflessioni
Ora si aprirà il momento relativo alle analisi e alle responsabilità, si aprirà una nuova era ancora con Roberts e Stillitano alla guida della società ma con bisogno di aria nuovissima. Intanto, però, resta la frustrazione per un disastro sportivo a tutti gli effetti: lo Spezia, che nei tempi recenti è diventata una realtà del calcio ad alto livello, dopo 14 anni (di cui 3 in Serie A), torna nell’anonimato calcistico e nel burrascoso mondo della Serie C, ben conosciuto per decenni. Nell’anno del 120° anno di vita è un’onta ulteriore, nella speranza di dimenticare in fretta.


Via tutti….fare veramente schifo…..nn si salva nessuno…..
VERGOGNOSO. SERIE C=MA QUANDO SI RISALE? DUE, TRE ANNI SE CI VA BENE, BOH
E in C ci rimarremo almeno 50 anni. Lo dico con cognizione di causa perchè è evidente che Stillitano di calcio non capisce una calamazza!
Questa retrocessione è meritatissima. Ora il falò delle vanità!