La scomparsa avvenuta ieri di Igor Protti ha lasciato in tutto il mondo del calcio profonda tristezza e commozione, tanto che anche lo Spezia e tanti altri club hanno tributato messaggi di cordoglio alla famiglia. Perché anche da avversario, l’attaccante è sempre stato un esempio di grande forza, pur non essendo mai riuscito ad arrivare in Nazionale. E dire che anche allo Spezia aveva fatto molto male, anche se indirettamente: nel 2002 negò la promozione diretta in B alle Aquile con un suo gol in contropiede al Treviso che regalò un 1-2 decisivo al Livorno.
Quella volta in cui sfiorò lo Spezia
Ma c’è un’altra storia che lega (o meglio, non lega) Protti alle Aquile. Lo Spezia, infatti, lo aveva quasi acquistato a fine anni ’80, praticamente prima che esplodesse. Lo racconta Il Secolo XIX oggi in edicola, nello spiegare come un dirigente lo chiamò portando l’interesse del club. Queste le sue parole: “Ero a casa fine anni ’80, mi arrivò una telefonata. Era un dirigente dello Spezia, credo si chiamasse Claudio (probabilmente Mecozzi, ndr ). Mi disse che la società voleva acquistarmi e se ero disponibile. Ne avevano parlato anche con il mister. Mi preannunciò una seconda telefonata che in effetti arrivò la mattina dopo. Ci accordammo sulla parola. Mi misi in auto e andai al casello autostradale di Santo Stefano Magra ad attendere che un altro dirigente mi portasse nella sede sociale in centro città. Erano le 14.30. Alle 18, però, visto che nessuno arrivava, tornai a casa. Così non sono finito allo Spezia“.
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