L’ultima partecipazione dell’Italia ai mondiali di calcio risale al 2014. Il Paese ospitante fu il Brasile e nel girone degli azzurri furono la Costa Rica e l’Uruguay. Sono ormai passati 12 anni, in mezzo c’è anche stata la vittoria dell’Europeo sotto la guida di Roberto Mancini. Ma l’Italia di oggi sembra una lontanissima parente di quella Nazionale, allenata all’epoca da Cesare Prandelli, e ancor di più a quella che ha vinto il suo quarto mondiale in Germania nel 2006 con Marcello Lippi.
Occasioni e rigori sbagliati
Contro la Bosnia-Herzegovina ieri sera non è bastato il gol di Kean al 15′ per assicurarsi il passaggio al mondiale americano del 2026. Tante sono state le occasioni sprecate ma tante anche quelle subìte, tra cui il gol di Tabakovic al 79′ per l’1-1. Sono stati fatali per l’Italia anche i tiri di rigore, dove ha segnato solo Tonali e hanno sbagliato l’ex Spezia Pio Esposito prima e Cristante poi. E così la Nazionale italiana sarà costretta a guardare i mondiali dai divani di casa come spettatrice.
Terza volta a casa
Dall’ultima partecipazione dell’Italia ai mondiali nel 2014 sono passati ben dodici anni, durante i quali gli azzurri hanno anche vinto un europeo. Ma è anche vero che c’è stato anche il tempo per vedere in totale tre esclusioni degli azzurri appunto dai campionati mondiali, per opera della Svezia e della Macedonia del Nord prima ancora della Bosnia-Herzegovina ieri sera. Si può dunque constatare che c’è un problema di ordine strutturale nel sistema del calcio italiano. In tutto questo, tuttavia, Gravina ha parlato chiaramente: “Capisco le richieste di dimissioni, a cui sono abituato. Ma le decisioni spettano di diritto al consiglio federale” ha detto il numero uno della FIGC. Per domani convocata la riunione con tutte le componenti del calcio, in attesa di decisioni strutturali.

