«Hristov come Gudjohnsen, Ascoli come Pescara per la svolta». Nell’ambiente aquilotto il colpo di testa vincente del centrale bulgaro ha risvegliato benauguranti analogie con la famosa rete scaccia-crisi realizzata dall’islandese all’Adriatico il 19 ottobre 2019 (1-2), dalla quale si innestò il percorso virtuoso che portò alla promozione in Serie A delle Aquile targata Vincenzo Italiano. Come scrive La Nazione, ora come allora lo Spezia, in piena zona retrocessione, pare aver trovato nuova linfa vitale nel momento più critico, anche se a dire il vero quattro anni fa ciò avvenne all’ottava giornata e non certo alla sedicesima. Di sicuro, esattamente come nel 2019, la vittoria sofferta ma meritata dei bianchi in terra ascolana, è il risultato di un ritrovato spirito di gruppo che si è manifestato in tutta la sua evidenza nell’abbraccio collettivo di tutti i protagonisti, tecnici e giocatori della panchina compresi, riservato a Hristov dopo lo splendido gol del 2 a 1. L’urlo coinvolgente di Petko modello Tardelli. Il suo pianto liberatorio per un gol dal significato molteplice (nel 2019 fu Matteo Ricci a commuoversi), l’esplosione di gioia al triplice fischio, che ha coinvolto anche mister D’Angelo, sono flashback che danno l’idea del gran lavoro svolto dal neo tecnico aquilotto per ricompattare un gruppo oltremodo depresso e sfiduciato.
La medicina D’Angelo
Molta carota, ma anche un po’ di bastone da parte del mister abruzzese, che ha mostrato vicinanza ai suoi giocatori, ma ha anche preteso un cambio di passo a livello agonistico e mentale, con un diktat: «Serve usare la spada non il fioretto, chi vuol far parte di questa squadra deve superare le difficoltà, se qualcuno soffre le pressioni lo accompagneremo alla porta» aveva detto. C’è poi l’aspetto tecnico-tattico da non trascurare, perché già contro la Sampdoria e il Parma si era visto uno Spezia meno sfrontato rispetto al passato, più calcolatore, guardingo, non certo propenso a cedere il fianco alle ripartenze micidiali degli avversari, al tempo stesso non rinunciatario. Una squadra non esemplare sul piano del gioco, ma più equilibrata, a tratti efficace, speculativa, pronta a giocare anche sulle debolezze degli avversari. Il gol di Hristov, provato in allenamento, ne è la prova. Il tutto al netto di limiti evidenti in entrambe le fasi, che il complesso aquilotto continua ad evidenziare. Nella speranza che il mercato possa porre rimedio.
