17 Aprile 2024 - 11:29

Spezia-Sampdoria, difese da rivedere: quanto conta non prenderne

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I troppi gol incassati sono un tema caldo sia per lo Spezia che per la Sampdoria. Che a fronte di 9 punti in più in classifica ne ha presi due più dei bianchi, 48 a 46. Bilanciati però dalla prolificità della fase offensiva, 49 reti segnate. Mentre i bianchi fanno fatica, 31 gol, ultimi con il Lecco. E la differenza reti, per due compagni che flirtano con playoff e playout sul filo dei punti, non va sottovalutata. In caso si rendesse necessaria per Samp e/o Spezia la classifica avulsa, proprio il criterio della differenza reti diventerebbe determinante. Come scrive Il Secolo XIX, sette in clean sheet dello Spezia, con sei pareggi per 0-0. Solo in casa con il Bari (1-0), il 16 dicembre, lo Spezia ha portato a casa i 3 punti senza subire reti.
Pirlo nel corso delle settimane ha affrontato diverse volte il tema, ma infortuni, cali di tensione o di aggressività e parecchi errori individuali hanno inciso sul numero di reti incassate. La Samp è partita con la difesa a 4, convertendosi alla 3 dalla gara di Pisa e soprattutto dopo l’arrivo di Piccini nel mercato di gennaio. Conversione coincisa con il decollo della rincorsa in classifica e le vittorie.

L’arrivo di D’Angelo

Luca D’Angelo, che per scuola aveva più o meno sempre giocato con il 4-3-1-2,  alla Spezia ha cambiato forzatamente pelle. Ma senza dare una svolta come quella che riuscì ad imporre tatticamente a Pisa. Un calcio meno solido proprio dietro, dovuto forse anche alle caratteristiche dei giocatori. Dal 24 novembre, il suo arrivo in panchina proprio contro la Sampdoria, solo 3 volte ha mantenuto la porta inviolata. Dopo la sosta natalizia valutò un cambio difensivo, avendo proprio iniziato a 4, e la sconfitta di Como per 4-0, 13 gennaio, è stato il canto del cigno di un sistema. Da allora tre dietro, migliorando qualcosa rispetto ad Alvini, ma non nel cospetto generale. Molto dipeso dagli uomini: la stagione ancora altalenante di Nikolaou, che già lo scorso anno non era stato tra i più affidabili. La crescita, poi stoppata, di Bertola; la scommessa persa da Macia con l’arrivo del tedesco Muhl, non all’altezza. La correzione con l’argentino Tanco, che D’Angelo centellina. Poi il vero nodo centrale: le assenze forzate di Wisniewski, infortunato nei primi giorni di ritiro e mai avuto a disposizione, e la stagione tormentata di Hristov. Il bulgaro, che non aveva fatto la preparazione, è rientrato solo il 9 dicembre ad Ascoli. Con lui al centro della difesa le cose sono andate meglio, rafforzando una linea a tre più moderna. 

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