10 Ottobre 2026 - 10:25

Turati: “120 anni si onorano ogni domenica. Per questo chiedo la prestazione”

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Fra le tantissime voci raccolte da La Nazione in occasione dei 120 anni dello Spezia Calcio non poteva mancare il pensiero del tecnico aquilotto Marco Turati. Solo ieri ha presentato in conferenza stampa la partita contro il Gubbio, ma non ha mancato di sottolineare quella che è l’appartenenza a un club fortemente voluto in estate. Per lui, tornare allo Spezia non è soltanto una nuova tappa professionale, ma anche un ritorno in un ambiente al quale è profondamente legato. Nel 2020 aveva contribuito, da componente dello staff di Vincenzo Italiano, alla storica promozione in Serie A. Oggi si trova a guidare una squadra chiamata a reagire alla delusione della retrocessione, in una stagione che coincide con i 120 anni di storia del club.

Il tecnico sente la responsabilità del momento, ma preferisce guardare al futuro senza farsi condizionare dal passato. “120 anni di storia non sono solo una festa: si onorano ogni domenica, con l’atteggiamento. Chiedo sempre di dare tutto ai miei, come atteggiamento prima del risultato“. La retrocessione della scorsa stagione resta una ferita per tutto l’ambiente, ma l’allenatore non vuole che diventi un fardello. La società ha scelto di ripartire con un nuovo progetto e l’obiettivo è crescere attraverso il lavoro quotidiano, ritrovando progressivamente risultati e fiducia: “Io non sento un peso, sento la voglia di costruire passo passo e con il lavoro e l’umiltà“, afferma, convinto che i tifosi meritino di tornare a vivere soddisfazioni importanti.

Il rapporto con i giocatori e la città

Nella gestione dello spogliatoio, Turati punta soprattutto sulla chiarezza: “Ai calciatori più esperti chiedo di essere punti di riferimento quotidiani, non soltanto durante le partite, ma anche nel lavoro settimanale. Ai giovani, invece, predico coraggio, disponibilità ad apprendere e capacità di sfruttare le opportunità. Le chances arrivano per chi se le guadagna e non importa l’età” spiega. Non manca anche quello con la città: “Quando penso alla Spezia, ho i brividi sulla pelle: qui ho vissuto emozioni che porto dentro. La possibilità di lavorare nuovamente con Angelozzi ha reso più naturale la scelta” aggiunge. Del pubblico spezzino, il tecnico apprezza soprattutto la schiettezza e la capacità di riconoscere chi dimostra attaccamento alla maglia. Ai calciatori chiede di onorare i colori bianchi fino all’ultimo minuto, consapevole di quanto il sostegno del Picco possa incidere sul rendimento della squadra. “Il Picco pieno è qualcosa che pochi altri possono vantare in categoria“, osserva, indicando nella passione della tifoseria uno dei principali punti di forza del club. Infine, un rimando ai giocatori del passato che incarnano i valori spezzini: “Non stilo classifiche, ma se devo fare una menzione dico Simone Bastoni, con cui ho condiviso la mia prima esperienza e sto condividendo anche questa” conclude.

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