10 Ottobre 2026 - 10:56

Corradino: “22 anni di Spezia, verso il futuro con sogni e speranze”

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Ventidue anni di Spezia da dirigente, tante proprietà attraversate, anni vissuti con tante emozioni. L’avvocato Andrea Corradino, oggi vicepresidente delle Aquile, a La Nazione per i 120 anni di storia del club ha raccontato tanto della sua esperienza: “Essere dirigenti comporta una responsabilità nei confronti di tutti e non è solo una questione sportiva. Spezia è un territorio con storia, sogni e speranze e significa essere all’altezza dei grandi dirigenti del passato che rappresentano la storia di club e città“. Tante le proprietà che si sono avvicendate, tutte accomunate dalla passione: quelle straniere hanno avuto bisogno di maggior tempo per conoscere la storia del territorio e comprenderla: “In questo senso la parte locale è cruciale” conferma.

Casa dolce casa

Il Picco è la dimora delle Aquile e il simbolo dello Spezia, ma secondo il dirigente è anche fattore di crescita economica indispensabile. “La proprietà Volpi ci ha portato dalla D alla A e ci ha fatto ottenere credibilità nel calcio italiano, negli anni in B sono stato nel consiglio direttivo e anche in A il club è apparso serio e strutturato. Tutti i dirigenti hanno operato per cercare il risultato migliore, anche se gli errori ci sono stati. Parto da Angelozzi, che considero il migliore avuto nell’area tecnica, ma anche Umberto Marino e l’attuale AD Peri“. Ora si guarda al futuro con determinazione e fiducia: “I tifosi sono il vero patrimonio e la fiducia di quest’anno è evidente, negli anni le proprietà credo abbiano investito oltre 200 milioni. Oggi abbiamo Follo, Ferdeghini e Picco e la priorità per un dirigente è gestire la società in maniera economicamente sostenibile” conclude.

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